Nell’incontro che si è svolto l’8 aprile dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte di CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF sulle problematiche legate all’avvio della riforma dei percorsi di istruzione tecnica, si era raggiunta un’intesa incentrata su due punti fondamentali:
- evitare che l’avvio dei nuovi percorsi, previsto per il prossimo anno scolastico, determinasse situazioni di soprannumerarietà;
- avviare immediatamente un confronto per individuare possibili modifiche all’impianto di una riforma sulla quale la CISL Scuola ha più volte manifestato perplessità e dissensi, sollecitando anche i necessari interventi di natura legislativa.
Sul primo punto, il risultato positivo ottenuto in sede di conciliazione trova conferma nelle disposizioni sulla formazione degli organici 2026/27, nelle quali è prevista la possibilità di formare cattedre interne anche con orario inferiore alle 18 ore, ribadita espressamente nelle indicazioni agli USR sulla formazione degli organici per il 2026/27. Ciò consente di confermare, per il prossimo anno scolastico, tutte le attuali titolarità, senza che vi siano perdenti posto a causa dell’avvio dei nuovi percorsi.
Sul secondo punto, è pervenuta alle organizzazioni sindacali la convocazione, per giovedì 6 maggio, di un primo incontro del tavolo di confronto destinato a individuare, come convenuto in sede di conciliazione, adeguate misure per una revisione del DM 29 del febbraio scorso, applicativo del D.L 144/2022, al fine di superare anche nei successivi anni scolastici le difficoltà emerse in prima applicazione dei nuovi percorsi, prevedendo le opportune e necessarie modifiche ai quadri orari. Dal confronto, potranno anche scaturire indicazioni per i necessari interventi modificativi del DL 144/2022.
Trattandosi di “riforma PNRR” non può essere ritirata attraverso lo sciopero indetto per il 7/5, ma può essere modificata intervenendo su tutti gli aspetti penalizzanti il personale e gli studenti esattamente così come farà la Cisl Scuola nel percorso tracciato in questi giorni.
Lo sciopero, usato come strumento “sterile” ed inconcludente, penalizza i lavoratori anziché rafforzarli!
LA SEGRETARIA GENERALE
f.to Patrizia D'Onofrio
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